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UN PENSIERO SU PARSHAT BO 5785

UNA LEZIONE DIVINA SUL LIBERO ARBITRIO E SUL PENTIMENTO

Esodo 10:1-2

1 E l'Eterno disse a Mosè: ‘Va' dal faraone, perché io ho indurito il suo cuore e il cuore dei suoi servi, per mostrare questi miei segni in mezzo a loro; וַיֹּ֤אמֶר ד' אֶל־משֶׁ֔ה בֹּ֖א אֶל־פַּרְעֹ֑ה כִּֽי־אֲנִ֞י הִכְבַּ֤דְתִּי אֶת־לִבּוֹ֙ וְאֶת־לֵ֣ב עֲבָדָ֔יו לְמַ֗עַן שִׁתִ֛י אֹֽתֹתַ֥י אֵ֖לֶּה בְּקִרְבּֽוֹ
2 e affinché tu racconti agli orecchi di tuo figlio e del figlio di tuo figlio ciò che ho operato contro l'Egitto e i segni che ho compiuto in mezzo a loro, affinché sappiate che io sono l'Eterno’.’ וּלְמַ֡עַן תְּסַפֵּר֩ בְּאָזְנֵ֨י בִנְךָ֜ וּבֶן־בִּנְךָ֗ אֵ֣ת אֲשֶׁ֤ר הִתְעַלַּ֨לְתִּי֙ בְּמִצְרַ֔יִם וְאֶת־אֹֽתֹתַ֖י אֲשֶׁר־שַׂ֣מְתִּי בָ֑ם וִֽידַעְתֶּ֖ם כִּֽי־אֲנִ֥י ד'’

Il racconto del confronto tra Mosè e il Faraone in Esodo 10:1-2 rivela spunti interessanti sul rapporto tra il libero arbitrio umano e la sovranità di Dio. In questi versetti, Dio ordina a Mosè non solo di andare dal Faraone, ma di andare con Lui da lui. Questo simboleggia il coinvolgimento attivo di Dio e il suo controllo sulla situazione.

Dio dichiara di aver indurito il cuore del Faraone e dei suoi servi, sottintendendo che la resistenza del Faraone a lasciare andare gli Israeliti non è il risultato del fallimento di Mosè, ma della Divina Provvidenza. Questo è un messaggio cruciale per rassicurare Mosè che il piano di Dio si sta realizzando indipendentemente dalle reazioni del Faraone.

L'istruzione specifica di porre questi segni "in mezzo a lui" sottolinea il confronto personale con il Faraone. Questo richiama il precedente atteggiamento del Faraone in Esodo 5:2, dove si chiedeva: "Chi è il Signore, perché io debba ascoltare la sua voce e lasciare uscire Israele?". Il Faraone non riconosce Dio, Hashem, come una forza soprannaturale e cerca di spiegare ciascuna delle piaghe come eventi naturali o opera di magia.

2 E il Faraone disse: ‘Chi è Hashem, perché io debba ascoltare la sua voce e lasciar andare Israele? Non conosco Hashem, e inoltre non lascerò andare Israele’.’ וַיֹּ֣אמֶר פַּרְעֹ֔ה מִ֤י ד' אֲשֶׁ֣ר אֶשְׁמַ֣ע בְּקֹל֔וֹ לְשַׁלַּ֖ח אֶת־יִשְׂרָאֵ֑ל לֹ֤א יָדַ֨עְתִּי֙ אֶת־ד' וְגַ֥ם אֶת־יִשְׂרָאֵ֖ל לֹ֥א אֲשַׁלֵּֽחַ

Perché allora Mosè deve avvertire se il cuore del Faraone è indurito? L'avvertimento serve da testimonianza per le generazioni future, una lezione tramandata di padre in figlio. L'obiettivo non è solo convincere il Faraone, ma anche trasmettere i segni e i prodigi di Dio ai discendenti, affinché sappiano che Lui è il Signore.

Uno dei "segni" che Dio mostra al Faraone è che una persona ha il libero arbitrio solo perché Dio glielo concede. Il Faraone viene punito con il suo stesso peccato, per così dire. Disse: "Faccio ciò che mi pare. Chi è Dio perché io debba ascoltarlo?". E ora Dio agisce a modo Suo, mentre il Faraone segue inconsapevolmente la Sua volontà.

Sorge la complessa domanda: se Dio ha indurito il cuore del Faraone, perché Mosè dovrebbe avvertirlo? Le interpretazioni di Maimonide (Rambam – Hilchos Teshuvah Capitolo 6, Legge 8) e Rashi (su Esodo 7:3) offrono prospettive diverse. Maimonide crede che Teshuvah (il pentimento) era impossibile per il Faraone, poiché Dio gli aveva tolto la possibilità di pentirsi come punizione per la sua malvagità. Rashi, tuttavia, spiega che questo si applicò solo dalla sesta piaga in poi; durante le prime cinque piaghe, il Faraone indurì il proprio cuore, il che significava che il pentimento era ancora possibile, ma sempre più difficile. Entrambe le interpretazioni sottolineano l'importanza di testimoniare il potere di Dio e la possibilità duratura del pentimento, anche in circostanze difficili.


Il Rambam si concentra su una prospettiva naturale. Una persona può rimanere così intrappolata nel proprio peccato, nella propria rettitudine e nel proprio ego che il pentimento sembra impossibile. Simile a un tossicodipendente che, pur sapendo che il suo comportamento è sbagliato, continua a farlo a causa di scuse "logiche" sempre presenti. Il Faraone si rifiutò ripetutamente di lasciare andare il popolo, incapace di sopportare l'umiliazione, persistendo nel suo errore. Questo comportamento naturale, derivante dal suo ego, gli rese impossibile il pentimento.

Rashi guarda la situazione da una prospettiva soprannaturale. Normalmente, il Faraone non si sarebbe pentito, ma quando una persona si trova in gravi difficoltà, a volte può ottenere più del solito. Un esempio è la storia di un padre che vide sua figlia intrappolata sotto un'auto. Senza esitazione, sollevò parzialmente l'auto per liberarla, cosa che non avrebbe mai potuto fare in circostanze normali. Questo principio, in cui stress e paura rendono i nostri corpi fisici capaci di più del solito, si applica anche alle nostre anime. Se l'anima è veramente sotto pressione, può impegnarsi in una forma di pentimento che altrimenti sarebbe impossibile. Questo vale anche per il Faraone; le piaghe avrebbero potuto spingere la sua anima a pentirsi se si fosse reso conto di quanto grande fosse Dio, che Dio trascende la natura e ha potere su di lui.

I parallelismi con il re Manasse dimostrano che anche in situazioni apparentemente disperate, il pentimento è possibile, a seconda della volontà dell'individuo di mostrare umiltà. Il faraone, tuttavia, si aggrappa al suo ego e si rifiuta di riconoscere la grandezza di Dio. (2 Cronache capitolo 33)

Ma il Faraone non lo fece. Rav Kook sottolinea che, nonostante vedesse che Dio era più forte di lui, il Faraone, con vari argomenti irrazionali, voleva continuare a negare questa realtà. Perseverò nel convincersi di non essere stato creato da Dio, ma piuttosto di avere il controllo, come leggiamo in Ezechiele 29:3.

3 Parla e di': Così dice il Signore Hashem: Ecco, io sono contro di te, Faraone, re d'Egitto, gran dragone che giace in mezzo ai suoi fiumi, che ha detto: Il mio fiume è mio, e l'ho fatto per me stesso. גדַּבֵּ֨ר וְאָמַרְתָּ֜ כֹּֽה־אָמַ֣ר | אֲדֹקי ד' הִֽנְנִ֚י עָלֶ֙יךָ֙ פַּרְעֹ֣ה מֶֽלֶךְ־מִצְרַ֔יִם הַתַּנִּים֙ הַגָּד֔וֹל הָֽרֹבֵ֖ץ בְּת֣וֹךְ יְאֹרָ֑יו אֲשֶׁ֥ר אָמַ֛ר לִ֥י יְאֹרִ֖י וַֽאֲנִ֥י עֲשִׂיתִֽנִי

Ed è per questo motivo che Dio si fece beffe del Faraone e degli Egiziani che lo sostenevano. Non avevano nulla di cui vantarsi; alla fine, il mondo avrebbe dovuto riconoscere che esiste un solo Dio e Re del Mondo che determina e governa ogni cosa. Come leggiamo in Esodo 15:18 e Zaccaria 14:9:


18  regnerà nei secoli dei secoli.
 ד' | יִמְלֹ֖ךְ לְעֹלָ֥ם וָעֶֽד

9 E Hashem sarà Re su tutta la terra; in quel giorno Hashem sarà Uno, e uno solo sarà il Suo nome.
 וְהָיָ֧ה ד' לְמֶ֖לֶךְ עַל־כָּל־הָאָ֑רֶץ בַּיּ֣וֹם הַה֗וּא יִֽהְיֶ֧ה ד' אֶחָ֖ד וּשְׁמ֥וֹ אֶחָֽד

Durante la celebrazione di Pesach, gli ebrei riflettono su questi insegnamenti. Raccontano ai loro figli le meraviglie dell'Esodo (non le beffe degli egiziani). Così la storia dell'Esodo divenne un simbolo di redenzione e di fede nelle capacità soprannaturali di Dio, anche quando la logica umana fallisce. Sottolinea il valore della Teshuvah (pentimento). Anche quando questo sembra illogico o impossibile, la via della riconciliazione è sempre aperta. La vera libera scelta è la decisione di rafforzare e accrescere la propria emunah (fede) in Dio e di confidare che tutto è possibile con Lui.

Punti di apprendimento

1. La sovranità di Dio e la risposta umana

Il confronto tra Mosè e il Faraone mette in luce la tensione tra la sovranità di Dio, che indurisce il cuore del Faraone, e la responsabilità umana di rispondere agli avvertimenti divini. La storia sottolinea che, nonostante la guida divina, gli esseri umani rimangono responsabili delle proprie scelte.

2. Lezioni di vita per le generazioni future

 Il comando dato a Mosè di avvertire il faraone, nonostante il suo cuore indurito, costituisce un esempio senza tempo del dovere di testimoniare il potere di Dio e di lottare per la giustizia, anche quando la risposta non è immediatamente positiva.

3. Diverse prospettive sul pentimento

 Le interpretazioni di Rambam e Rashi riguardo alla capacità di pentimento del Faraone riflettono la diversità delle esperienze umane. Ciò invita a riflettere sulla complessità del pentimento, in cui alcuni potrebbero aver bisogno di approfondimenti più approfonditi di altri. Le sfumature evidenziano che il pentimento non è semplice e richiede approcci diversi.


Di Angelique Sijbolts
Con i ringraziamenti al rabbino Tuvia Serber per il suo feedback e a B. Yaniger per l'ispirazione e il feedback

Fonti:

Netivat Shalom

 

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