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UN PENSIERO SU PARSHAT VAYAKHEL 5785

UN SIGNIFICATO SPIRITUALE PER TUTTI

In Esodo 35:5 ci viene detto:

5 Prendete da voi un'offerta al SIGNORE; chiunque è di cuore volenteroso la porti, l'offerta al SIGNORE: oro, argento e bronzo;ה קְחוּ מֵאִתְּכֶם תְּרוּמָה, לַד', כֹּל נְדִיב לִבּוֹ, יְבִיאֶהָ אֵת תְּרוּמַת ד': זָהָב וָכֶסֶף, וּנְחֹשֶׁת

Questo versetto serve da fondamento per le lezioni spirituali più profonde che possiamo trarre dalla costruzione del Tabernacolo. Che cosa ha a che fare la costruzione del Tabernacolo con la nostra spiritualità oggi? In che modo gli insegnamenti della Bibbia possono aiutarci a creare spazio per Dio nelle nostre vite e nel mondo che ci circonda? Esploriamo il profondo significato del Tabernacolo e scopriamo come i suoi insegnamenti possano arricchire la nostra vita quotidiana.

Il significato spirituale del Tabernacolo

La Bibbia fornisce un resoconto dettagliato della costruzione del Tabernacolo. Ciò che spesso viene trascurato è che i contributi per il Tabernacolo non erano solo materiali, ma anche profondamente spirituali. I contributi del popolo includevano non solo materiali, ma anche un elemento spirituale invisibile, noto come "תרומת השם" (il contributo di Dio). Questo elemento era cruciale per unire i vari materiali e creare uno spazio sacro.

Il Tabernacolo non era solo un edificio; era un simbolo della presenza di Dio sulla terra. Il contributo di ogni persona era importante, non solo per i materiali materiali, ma anche per l'intenzione dietro il dono. Il termine "נדיב לב" si riferisce a coloro il cui cuore era disposto a donare con entusiasmo e sincerità (O haChaim, Rashi). È stata la volontà del cuore a rendere sacro il contributo.

Intenzione e motivazione: cosa rende prezioso un regalo?

I Saggi sottolineano anche il significato delle parole "קחו" (prendere) e "יביאה" (portare). Queste parole indicano che il donatore non stava semplicemente portando materiali materiali, ma che questi doni dovevano essere elevati spiritualmente. L'intenzione dietro il dono è importante tanto quanto il dono stesso. Avendo la giusta motivazione, il donatore collega il suo dono alla volontà di Dio. Questo eleva il dono a un livello superiore e sacro, permettendogli di fondersi con il contributo di Dio al Tabernacolo (Ibn Ezra, Malbim).

La lezione del Tabernacolo per oggi

Il Rebbe di Lubavitch spiega che il contributo alla costruzione del Tabernacolo aveva un significato spirituale più profondo del semplice donare materiali. Era un modo per offrire una parte di sé a Dio. Contribuendo, le persone non donavano solo materiali materiali; esprimevano anche il loro desiderio che la presenza di Dio dimorasse permanentemente tra loro. Il Tabernacolo divenne un simbolo di questa presenza divina permanente.

Questo principio si applica non solo al Tabernacolo, ma anche all'osservanza dei comandamenti di Dio nella nostra vita quotidiana. Il livello di entusiasmo e dedizione che investiamo nell'adempimento dei comandamenti di Dio determina il grado di rivelazione divina che sperimentiamo. Allineando le nostre azioni alla volontà di Dio, possiamo rendere la Sua presenza più palpabile nelle nostre vite (Il Rebbe).1).

La lezione importante per i Noachidi

Questo non è importante solo per gli ebrei, ma anche per i Noachidi che osservano i sette comandamenti. Il valore spirituale dell'osservanza di questi comandamenti dipende in egual misura dall'intenzione e dall'impegno che investiamo in essi. La comunità dei Noachidi crescerà e prospererà man mano che mostreremo più entusiasmo e dedizione nell'osservanza di questi comandamenti. Ognuno contribuisce a modo suo, e ciò che fa una persona non è né più né meno importante di ciò che fa un'altra, purché lo facciamo con cuore sincero.

Osservare questi comandamenti non è solo un atto fisico, ma anche un impegno spirituale. Il Talmud (Sanhedrin 59b) insegna che un Noachide che studia le parti della Torah che si applicano a loro è considerato alla pari di un Sommo Sacerdote che entra nel Santo dei Santi. Ciò sottolinea l'immenso valore non solo del rispetto di questi comandamenti, ma anche del loro apprendimento e della loro comprensione. Attraverso questa dedizione, i Noachidi – proprio come gli Israeliti che contribuirono alla costruzione del Tabernacolo – creano uno spazio sacro per la presenza di Dio nelle loro vite e nel mondo.

Insieme, creando una dimora per Dio

Proprio come nella costruzione del Tabernacolo, dove il contributo di tutti era ugualmente prezioso, possiamo creare uno spazio in cui Dio possa dimorare permanentemente tra noi con il nostro contributo al mondo. Consideriamo il Tabernacolo come un esempio di come Dio può dimorare tra il Suo popolo. Lasciamo che ci ispiri a lasciarlo risiedere nei nostri cuori e a rendere il mondo intero un luogo in cui Egli possa vivere.

L'invito è aperto: investiamo insieme, ebrei e non ebrei, nella creazione di una dimora per Dio, sia nelle nostre comunità che nel mondo che ci circonda.

Di Angelique Sijbolts
Con i ringraziamenti al rabbino Moshe Bernstein per il suo feedback

Fonti

  1. Saggezza quotidiana: spunti stimolanti sulla porzione della Torah dal Lubavitscher Rebbe. Volume 3 p. 174 ↩︎

Testi Mechon Mamre

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