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Questo post del blog è un riassunto di una potente lezione sul significato delle parole, come esplorato nella parsha Tazria. Vale sicuramente la pena di guardare la lezione completa su YouTube per una visione più approfondita. Qui condividiamo alcune idee chiave e lezioni pratiche su come usare il nostro discorso nella vita quotidiana per costruire anziché rompere.


Il potere delle parole nel mondo di oggi

Immagina un mondo in cui ogni parola pronunciata lascia un segno visibile, dove un insulto lascia un livido sul muro e una parola gentile è scritta in oro. Parleremmo in modo diverso? Ascolteremmo in modo diverso?

Nella parasha Tazria, incontriamo la misteriosa condizione di Sarat. Questa condizione non colpiva solo la pelle di una persona, ma anche i suoi vestiti e persino le pareti della sua casa. Non era una malattia fisica, ma una condizione spirituale, spesso causata dall'uso improprio della parola. La Torah ci insegna che la parola ha un potere immenso e il modo in cui usiamo le parole ha profonde conseguenze, non solo per i singoli individui, ma per intere comunità.

Le conseguenze dell'uso improprio delle parole

Nel mondo digitale di oggi, una singola parola può fare il giro del mondo in pochi secondi. I social media sono diventati un campo di battaglia virtuale, dove la "libertà di parola" viene spesso distorta in una licenza per crudeltà e umiliazioni pubbliche. Pensate ai video più visti: quelli che distruggono la carriera di qualcuno o lo distruggono. Questo crea il desiderio di vedere gli altri fallire.

Tazria ci ricorda che le parole non sono mai neutrali: costruiscono o distruggono. La Torah dice:, “La persona affetta da Sarat deve essere allontanata dalla comunità.” Perché? Non come punizione, ma perché le parole sono il collante che unisce le persone. L'abuso della parola, che si tratti di pettegolezzi o di umiliazioni, incrina la fiducia e distrugge la comunità. Isolare temporaneamente qualcuno per permettergli di riflettere e guarire è una conseguenza naturale.

La parola come potere sacro

Nel mondo delle piattaforme online, la parola è spesso usata come strumento di umiliazione e odio. Sembra che il potere delle parole venga trascurato, mentre la Torah ci insegna che le parole non sono semplici strumenti, ma forze sacre che possono costruire o distruggere. Immaginate se ogni pettegolezzo o post crudele lasciasse un segno sulla vostra pelle. Sarat ha reso visibili le conseguenze delle parole. Proprio come Dio ha creato il mondo attraverso le parole, noi creiamo o distruggiamo con il nostro linguaggio.

Questo ci porta ad un punto importante: la domanda che Tazria La domanda non è "Mi è permesso dire questo?", ma "Ciò che dico aiuta o danneggia?". La Torah insegna che anche le parole sincere a volte possono dover essere taciute se causano danni inutili. Il Talmud paragona la vergogna pubblica all'omicidio. Questo è un pensiero sconcertante in un'epoca in cui la libertà di parola è spesso considerata un diritto, anche quando danneggia gli altri.

La responsabilità della parola

Per un "assolutista della libertà di parola", la parola è vista come uno strumento neutrale. Ma la Torah ci insegna che la parola è un potere sacro che deve essere usato con responsabilità morale. Il risultato ideale della parola nella Torah non è un "mercato di idee", ma la creazione di una società santa e dignitosa. L'obiettivo non è una libertà senza confini, ma una parola che porti benedizioni e non distruzione.

Azioni pratiche per i Noachidi

Cosa possiamo imparare noi, come persone che seguono il sentiero di Noè? Tazria? Tutto inizia con la responsabilità. Non si tratta solo di ciò che ti è permesso dire, ma anche di capire se ciò che dici guarisce o ferisce. Ecco alcuni passaggi pratici che puoi adottare per rendere le tue parole più curative:

  1. Pensa prima di parlare. Chiediti: è vero? È necessario? È gentile?
  2. Usa le tue parole per benedire gli altri. Fai complimenti, ringrazia e incoraggia gli altri.
  3. Evita pettegolezzi e odio online. Uscite dal circolo vizioso dell'indignazione e della vergogna digitale.
  4. Rifletti settimanalmente. Chiediti: le mie parole questa settimana hanno guarito o danneggiato?
  5. Costruisci comunità con le parole. Usa il tuo discorso per unire le persone con dignità e speranza.

Conclusione: le parole come forze sacre

Nella parasha Tazria, impariamo che la parola non è un processo invisibile. Lascia segni: sulle nostre anime, sulle nostre comunità e sul mondo. Possiamo essere persone che parlano di luce nell'oscurità, che guariscono con le parole e che costruiscono invece di distruggere. Come ci insegna la Torah: “Siate santi, perché io sono santo.”

Scegliamo di essere creatori di luce con ogni scelta che facciamo, comprese le parole che pronunciamo.

Di Rabbi Tani Burton

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