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UN PENSIERO SU PARSHAT SHEMOT 5786

E il suo significato per gli ebrei e i noachidi

La nascita di Mosè è uno degli eventi più straordinari della Torah, e i commentari classici mostrano che il suo arrivo fu accompagnato da miracoli sia fisici che spirituali. Esodo 2:2, leggiamo:

“La donna [Yocheved] concepì e partorì un figlio; e quando vide che era buono, lo tenne nascosto per tre mesi.”

A prima vista, questo sembra semplice, ma uno studio più approfondito rivela molteplici livelli di significato.

“Era buono” – Segno di Torah e salute

La parola ebraica טוב (tov) può significare sia "buono" che "sano", e i saggi offrono diverse interpretazioni:

I tre mesi di occultamento

Secondo Chizkuni, Mosè nacque il settimo giorno del mese di Adar e rimase nascosto fino al sesto di Sivan. Questa tempistica collega simbolicamente la sua nascita a Matan Torah, il giorno in cui la Torah sarebbe stata poi data a Israele. Fin dai suoi primi mesi, Mosè era già legato alla sua futura missione: trasmettere la Torah (Chizkuni, Esodo 2:2:2).

Mosè e le sette leggi di Noè

L'importanza di Mosè si estende oltre il popolo ebraico, in quanto la Torah da lui trasmessa contiene e formalizza le Sette Leggi Noachidi, comandamenti universali vincolanti per tutta l'umanità. Sebbene queste leggi fossero originariamente incombenti sull'umanità fin dai tempi di Adamo e Noè (Genesi 2:16; Genesi 9:4), fu attraverso la rivelazione della Torah a Mosè che la loro piena portata e autorità furono articolate e preservate.

I saggi derivano le sette leggi noachidi dai versetti della Torah (Sanhedrin 56a–60a), e Maimonide sottolinea che la loro natura vincolante si basa sulla loro inclusione nella Torah data tramite Mosè, non semplicemente sulla tradizione pre-sinaitica (Mishneh Torah, Re e guerre 8:11). In questo senso, Mosè funge da insegnante delle leggi noachidi, non istruendo direttamente i noachidi come pubblico storico, ma trasmettendo la Torah attraverso la quale questi obblighi universali sono conosciuti e definiti.

Le sette leggi sono:

L'osservanza di queste leggi, poiché sono state comandate da Dio nella Torah di Mosè, garantisce a una persona lo status di “giusti tra le nazioni” e una quota nel Mondo a Venire (Maimonide, Re e guerre 8:11).

Mosè come il più grande profeta ed esempio di fede

Secondo I tredici principi di fede di Maimonide, Mosè è il più grande dei profeti. Sia Israele che i Noachidi riconoscono il suo ruolo di trasmettitore delle leggi di Dio. La sua nascita, un miracolo di salute e luce divina, significa che sarebbe servito come portatore di saggezza divina per tutta l'umanità, non solo per il suo popolo.

Conclusione

La nascita di Mosè unisce meraviglie fisiche e spirituali:

La storia della nascita di Mosè mostra come un singolo individuo possa avere un impatto universale, sia per gli ebrei che per il mondo intero. Segni visibili e nascosti (salute, luce e saggezza) fanno tutti parte di un piano divino che trascende le generazioni.

Di Angelique Sijbolts
Grazie a Rabbi Tani Burton per il feedback

Fonti





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