בס "ד
UN PENSIERO SU PARSHAT MIKEITZ 5785
I sogni del faraone
18 Ed ecco, salirono dal fiume sette vacche grasse e di bell'aspetto, e si misero a pascolare tra i giunchi. | וְהִנֵּ֣ה מִן־הַיְאֹ֗ר עֹלֹת֙ שֶׁ֣בַע פָּר֔וֹת בְּרִיא֥וֹת בָּשָׂ֖ר וִיפֹ֣ת תֹּ֑אַר וַתִּרְעֶ֖ינָה בָּאָֽחוּ |
| 19 Ed ecco, dopo quelle salirono altre sette vacche, magre, brutte di aspetto e scarne, quali non ne vidi mai di così brutte in tutto il paese d'Egitto. | וְהִנֵּ֞ה שֶֽׁבַע־פָּר֤וֹת אֲחֵרוֹת֙ עֹל֣וֹת אַֽחֲרֵיהֶ֔ן דַּלּ֨וֹת וְרָע֥וֹת תֹּ֛אַר מְאֹ֖ד וְרַקּ֣וֹת בָּשָׂ֑ר לֹֽא־רָאִ֧יתִי כָהֵ֛נָּה בְּכָל־אֶ֥רֶץ מִצְרַ֖יִם לָרֹֽעַ |
23 Ed ecco, sette spighe secche, sottili e arse dal vento orientale spuntarono dopo quelle. | וְהִנֵּה֙ שֶׁ֣בַע שִׁבֳּלִ֔ים צְנֻמ֥וֹת דַּקּ֖וֹת שְׁדֻפ֣וֹת קָדִ֑ים צֹֽמְח֖וֹת אַֽחֲרֵיהֶֽם |
| 24 E le spighe sottili inghiottirono le sette spighe belle. E io l'ho detto ai maghi, ma non c'è stato nessuno che potesse spiegarmelo.'’ | וַתִּבְלַ֨עְןָ֙ הַשִּׁבֳּלִ֣ים הַדַּקֹּ֔ת אֵ֛ת שֶׁ֥בַע הַשִּׁבֳּלִ֖ים הַטֹּב֑וֹת וָֽאֹמַר֙ אֶל־הַֽחַרְטֻמִּ֔ים וְאֵ֥ין מַגִּ֖יד לִֽי |
Genesi 41: 18-19 e 23:24 Descrivono i sogni del Faraone, che riguardano mucche e spighe di grano. Questi sono direttamente collegati alla terra, a differenza dei sogni di Giuseppe, che riguardano covoni di grano e corpi celesti. Giuseppe è collegato non solo alla terra, ma anche al cielo. Un'altra differenza significativa è che i sogni di Giuseppe mostrano una traiettoria ascendente, dalla terra al cielo, mentre i sogni del Faraone mostrano una traiettoria discendente. Le mucche grasse e gli steli di grano vengono consumati da quelli magri e alla fine periscono, dispersi dal vento orientale. Conosciamo bene la storia e le sue conseguenze. I sogni sono un segno di Dio che una carestia sta arrivando, e Giuseppe diventa il viceré, fornendo cibo al mondo. Giuseppe è chiamato Giuseppe lo Tzaddik, il giusto; egli fornisce non solo sostentamento fisico, ma anche nutrimento spirituale, proprio come hanno fatto e continueranno a fare gli tzaddikim dopo di lui.
La battaglia tra tratti positivi e negativi.
Nei sogni del Faraone, vediamo sette mucche sane consumarsi a vicenda, mentre sette mucche magre consumarsi a vicenda. Questo può essere visto come un potente simbolo della lotta tra tratti positivi e negativi all'interno di una persona. Le mucche sane rappresentano gli attributi positivi, come amore, disciplina, gratitudine e gioia, mentre le mucche magre rappresentano gli attributi negativi, come egoismo, rabbia, gelosia e paura. Quando i tratti negativi, come l'odio o l'egoismo, prendono il sopravvento, iniziano a sopprimere quelli positivi, rendendo più difficile per una persona fare buone scelte e avvicinarsi al proprio scopo spirituale.
Il potere distruttivo dei tratti negativi
Questo è simile al modo in cui le malattie, come il cancro, colpiscono il corpo. Quando una persona, Dio non voglia, sviluppa il cancro, vediamo come le cellule maligne divorano e distruggono quelle sane. Questo processo riflette come i tratti negativi possano sopprimere e infine distruggere quelli positivi. I tratti negativi indeboliscono il carattere di una persona e creano spazio per desideri egoistici, mettendo da parte amore, compassione e altre buone qualità. L'Egitto, noto per la sua devozione al materialismo e alla natura, rimase intrappolato da questi tratti negativi e perse la sua bussola morale, proprio come i sogni del Faraone illustrano l'indebolimento delle qualità positive in una persona.
In questo modo, possiamo comprendere come l'equilibrio tra tratti positivi e negativi di una persona possa alterarsi. Quando i tratti negativi prendono il sopravvento, quelli positivi vengono nascosti e la persona si allontana ulteriormente dal suo obiettivo spirituale.
Lezioni dal passato: redenzione e resilienza
L'Egitto è il primo esilio per il popolo ebraico, simbolo di tutti gli esili che seguiranno. Tempi di profonda oscurità, situazioni in cui salvezza e redenzione sembrano impossibili. Dio redime il popolo dall'Egitto, proprio come lo aveva redento dagli Asmonei. I Maccabei riposero la loro completa fiducia in Dio, il che li portò a consacrare il Tempio nonostante avessero olio sufficiente solo per un giorno. Credevano che Dio avrebbe fatto sì che la Menorah continuasse a bruciare, e così fece per otto giorni.
Questa prospettiva si estende fino ai giorni nostri, dove il popolo piange profondamente per i propri cari uccisi e ancora tenuti in ostaggio. Il dolore e l'ingiustizia che subiscono da parte di nazioni che, in gran numero, minano il diritto all'autodifesa e condannano a malapena le azioni dei nemici. Tuttavia, Dio consegnerà i molti nelle mani di pochi e i forti nelle mani dei deboli. Questo era vero al tempo di Giuseppe, durante il tempo dei Maccabei, e sarà vero per le nazioni che si ribellano al popolo di Dio.
Da questa storia possiamo trarre diverse lezioni preziose
- Resilienza spirituale: La storia illustra l'importanza della resilienza spirituale nei momenti di avversità. Sia Giuseppe che i Maccabei si affidarono a Dio e trassero forza dalle loro convinzioni spirituali per superare le sfide.
- Dualità del Bene e del Male: La dualità tra tratti positivi e negativi, incarnata nel midot, è un tema ricorrente. Mostra come gli aspetti negativi possano minacciare quelli positivi, in modo simile a come le malattie possono colpire il corpo quando prevalgono tendenze negative.
- Connettività della storia: Collega eventi storici, come l'esilio dall'Egitto e la lotta dei Maccabei, ai conflitti contemporanei, sottolineando la continua rilevanza degli insegnamenti spirituali e l'importanza di comprendere la nostra storia.
- Sacrificio di sé e fiducia in Dio: Il coraggio dei Maccabei, soprattutto durante la dedicazione del Tempio, riflette l'idea di sacrificio di sé e di completa fiducia in Dio, anche in situazioni apparentemente impossibili.
- Divina Provvidenza: Sottolinea il concetto di provvidenza divina, in cui Dio è attivamente coinvolto nel guidare gli eventi e nel fornire indicazioni nei momenti di bisogno.
Questi spunti di apprendimento forniscono spunti di riflessione sull'esperienza umana, sulla crescita spirituale e sulla continua ricerca di giustizia e libertà.
Di Angelique Sijbolts
Con ringraziamenti a B. Yaniger per l'ispirazione
Con i ringraziamenti al rabbino Tani Burton per il suo feedback
Fonti:
Netivot Shalom
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