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UN PENSIERO SU PARSHAT VAYESHEV 5786
FIDARSI DELLA GUIDA DI DIO, ANCHE QUANDO È DIFFICILE
In Vayeshev (Genesi 37:13), Israele dice a suo figlio Giuseppe:
“I tuoi fratelli sono al pascolo a Sichem. Va', ti manderò da loro”.”
Joseph risponde in modo semplice e diretto:
“Hineni – Eccomi.”
A prima vista, questa sembra una risposta cortese. Ma Giuseppe sapeva che i suoi fratelli lo odiavano e che il pericolo poteva essere imminente, forse persino la morte. Eppure dice:, “Eccomi. Farò ciò che mio padre comanda.” Le sue parole riflettono umiltà, coraggio e piena volontà di seguire la via di Dio.
Cosa dicono i commentatori
- Rashi (Genesi Rabbah 84:13) spiega che “Hineni” esprime umiltà e prontezza: Giuseppe era desideroso di eseguire il comando del padre, nonostante l'odio dei suoi fratelli.
- Ibn Esdra sottolinea che Giuseppe prese sul serio la sua responsabilità e obbedì, anche quando era pericoloso.
- Radak nota che Giuseppe non aveva paura perché confidava nella provvidenza di Dio; nulla accade al di fuori del piano di Dio.
- Commentari chassidici dimostrano che ciò che inizialmente può apparire come male o opposizione è utilizzato da Dio per realizzare un piano più ampio.
La lezione per i Noachidi
Per i Noachidi, questa storia porta con sé un messaggio potente. Seguendo il Le sette leggi noahidi – il cammino di giustizia ed etica dato da Dio all’umanità – può talvolta comportare scelte difficili. Potrebbe significare che amici o familiari non capiscono o addirittura prendono le distanze, semplicemente perché le decisioni di un Noachide sono diverse da quelle di chi gli sta intorno.
La distinzione tra un Noachide e il “mondo ordinario” appare sia nelle decisioni maggiori che in quelle minori:
- Decisioni importanti: scelte etiche riguardanti la vita e la morte, come rifiutare l'eutanasia perché la vita è sacra, o mantenere l'onestà e la giustizia in situazioni complesse.
- Piccole decisioni quotidiane: Un noachide potrebbe consapevolmente evitare messaggi privati durante l'orario di lavoro, rispettando il tempo del datore di lavoro e il lavoro per cui viene pagato. Ad altri, questo può sembrare rigido o eccessivamente coscienzioso, ma è un modo pratico per rimanere fedeli alla via di Dio e rispettare il tempo e le proprietà altrui.
Come dimostra Joseph, seguire la strada giusta a volte può essere difficile. Può sembrare di nuotare controcorrente o di rimanere intrappolati in sistemi e abitudini del mondo che sono in conflitto con i principi di un Noachide. Eppure, rimanere fedeli alla guida di Dio porta alla fine a crescita personale, benedizioni e realizzazione di uno scopo più elevato – contribuire a un mondo giusto ed etico.
Il potere di "Eccomi"“
di Giuseppe “Hineni” Esemplifica coraggio, umiltà e completa disponibilità a seguire la via di Dio. Per i Noachidi, significa anche saper agire con coraggio e fedeltà nelle scelte importanti e minori, anche se ciò comporta incomprensioni o una temporanea separazione da amici o familiari.
La storia mostra che la fedeltà al sentiero di Dio aiuta a superare anche coloro che potrebbero non comprendere o causare danni, attraverso pazienza, amore e giustizia. Tutto ciò che un Noachide fa in conformità con le leggi di Dio, non importa quanto difficile sia il cammino, alla fine si trasformerà in bene.
Un invito per oggi
I Noachidi sono invitati a riflettere sui momenti in cui sono chiamati ad agire secondo le leggi di Dio, grandi o piccole, anche se ciò comporta la separazione dagli amici o dalla famiglia. Dicendo “Hineni – Eccomi qui,” dimostrano coraggio e fiducia nel fatto che tutto ciò che accade fa parte di un piano più ampio.
Proprio come sperimentò Giuseppe, la fedeltà, il coraggio e l'amore possono alla fine trasformare tutto in bene. Coloro che osano dire “"Eccomi qui"” aprirsi a una vita più profonda, più ricca e più piena di quanto si possa immaginare, anche se il percorso sembra solitario o impegnativo.
Di Angelique Sijbolts
Grazie a Rabbi Tani Burton per il feedback
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