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UN PENSIERO SU PARSHAT VAYELECH 5785

Nella parashah Vayelech, leggiamo che Mosè scrisse “il cantico” (השירה – ha'shirah) e lo insegnò al popolo d'Israele (Deuteronomio 31:22). Questa non è una poesia ordinaria; è la famosa Ha'Azinu (Deuteronomio 32), dove Mosè riflette sul futuro di Israele: le tentazioni e i passi falsi, ma anche il ritorno finale e l'eterna vicinanza di Dio.

Perché una canzone?

La Torah ci dice che questa canzone serve come testimone. Quando Israele si smarrisce, soffre o è disperso tra le nazioni, il canto ricorderà al popolo che Dio non lo abbandona mai. La poesia e la musica sono più facili da ricordare della prosa, ed è per questo che Mosè scelse questa forma. Le parole cantate rimangono impresse nel cuore e nella mente, rendendo il messaggio accessibile anche nei momenti più bui.

Esilio: dolore con uno scopo

La Torah predice le difficoltà che Israele dovrà affrontare: l'esilio sarà doloroso e impegnativo. Eppure, i saggi ci insegnano che questa dispersione ha uno scopo più profondo: radunare scintille sacre nascosto tra le nazioni.

L'esilio non è solo una punizione; può anche essere un'opportunità. Grazie alla presenza di Israele tra le nazioni, gli individui giusti possono unirsi al popolo ebraico o imparare e osservare la Le sette leggi noahidi, gettando le basi per una vita piena di significato.1

Convertiti che hanno plasmato la storia

Nel corso della storia, alcuni convertiti straordinari hanno lasciato un segno duraturo nell'ebraismo:

Queste storie dimostrano che i convertiti non erano tenuti in disparte, ma spesso diventavano figure centrali nella vita e nella storia ebraica.

La conversione era rara e rischiosa

Tali conversioni erano eccezionali, poiché i governi proibivano severamente di unirsi all'ebraismo. Impero Romano, IL Codice Teodosiano (339 d.C.) rese la conversione punibile sia per il convertito che per chiunque lo assistesse. Leggi simili furono rafforzate nel Impero bizantino (Codice di Giustiniano, VI secolo). In Europa medievale, la conversione è stata equiparata a eresia (Concilio Lateranense IV, 1215), e in luoghi come La Spagna durante l'Inquisizione, poteva essere punito persino con la morte. Per la maggior parte dei cercatori, la conversione era praticamente impossibile.

Oggi

I tempi sono cambiati. Sebbene gli ebrei rimangano numericamente esigui e l'antisemitismo stia purtroppo riemergendo in alcuni luoghi, l'interesse mondiale per l'ebraismo sta crescendo. Molte persone scelgono di convertirsi o di studiare l'ebraismo. Le sette leggi noahidi, che offrono un fondamento spirituale universale per l'umanità.

Il messaggio di Ha'Azinu

Ha'Azinu insegna che anche le esperienze negative – l'esilio, la sofferenza, la persecuzione – possono nascondere un segreto. scopo positivo. Nulla è privo di significato nel piano di Dio. Ciò che sembra doloroso o opprimente può alla fine portare alla crescita, alla connessione e alla santificazione del mondo.

Mosè trasmise questo messaggio come un canzone. Un canto conforta, incoraggia e rafforza. Ci ricorda che il popolo ebraico, per quanto disperso, preserverà sempre la Torah e il suo legame con Dio.

Una lezione per noi

Da questo possiamo trarre insegnamenti pratici:

Come inizia la canzone: Ha'Azinu – “Ascoltate, cieli, e io parlerò.”


Il cielo e la terra testimoniano che le parole di Dio sono eterne e continueranno a risuonare nei cuori di Israele e di tutti coloro che si mettono in contatto con esse.

Di Angelique Sijbolts
Con i ringraziamenti al rabbino Tani Burton e al rabbino Tuvia Serber per il feedback


Fonti:

  1. Saggezza quotidiana del Rebbe di Lubavitch Volume 3 p.425 ↩︎


Testi Mechon Mamre

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