בס "ד
UN PENSIERO SU PARSHAT MISHPATIM 5786
In Esodo 23, Dio promette che un angelo precederà Israele durante il suo ingresso nella Terra d'Israele. Questo angelo "porta il Nome di Dio", il che può dare ad alcuni lettori l'impressione che l'angelo sia un essere quasi divino, forse persino capace di perdonare i peccati. Un'attenta lettura del testo, insieme a fonti classiche come Alshich — dimostra esattamente il contrario.
Cosa significa che il nome di Dio è nell'angelo?
La Torah afferma:
הִנֵּה אָנֹכִי שֹׁלֵחַ מַלְאָךְ לְפָנֶיךָ
“Ecco, io mando un mal'ach (messaggero) prima di te."”
כִּי שְׁמִי בְּקִרְבּוֹ — "Poiché il mio nome è dentro di lui".“
Secondo il Alshich, questo fa non rendere l'angelo divino. Piuttosto, significa che l'angelo è pienamente al servizio della volontà di Dio. Non agisce in modo indipendente né prende decisioni da solo. Un servo non ha l'autorità di perdonare chi pecca contro il suo padrone; allo stesso modo, l'angelo non può perdonare i peccati.
כִּי לֹא יִשָּׂא לְפִשְׁעֲכֶם — “Perché egli non sopporterà (perdonerà) la vostra trasgressione”.”
L'Alshich spiega che un servo non ha l'autorità di perdonare chi pecca contro il proprio padrone. Allo stesso modo, l'angelo non può perdonare, perché il perdono appartiene esclusivamente a Dio. Proprio perché il Nome di Dio è nell'angelo (כִּי שְׁמִי בְּקִרְבּוֹ), l'angelo non può agire in modo indipendente o concedere misericordia da solo.
Ascoltare l'Angelo = Ascoltare Dio
La doppia espressione in Esodo 23:22 —
כִּ֣י אִם־שָׁמ֤וֹעַ תִּשְׁמַע֙ בְּקֹל֔וֹ וְעָשִׂ֕יתָ כֹּ֖ל אֲשֶׁ֣ר אֲדַבֵּ֑ר וְאָֽיַבְתִּי֙ אֶת־אֹ֣יְבֶ֔יךָ וְצַרְתִּ֖י אֶת־צֹרְרֶֽיךָ
— contiene letteralmente la parola “ascoltare” due volte. L'interpretazione classica sottolinea che è La voce di Dio che parla attraverso l'angelo. L'angelo non impartisce alcun comando proprio.
È importante notare che un angelo non ha libero arbitrio. Il perdono richiede una scelta consapevole, qualcosa che appartiene solo a Dio. Pertanto, anche se un angelo porta il Nome di Dio, non ha alcun potere indipendente di concedere misericordia o perdonare i peccati.
Proprio come la luna riceve la luce dal sole prima che questo brilli sulla terra, l'angelo riceve ogni influenza da Dio prima di influenzare il mondo. L'angelo è illuminato dalla volontà di Dio, ma non può agire in modo indipendente. Le sue azioni sono come un canale o un rivestimento attraverso cui passa l'energia divina; la forza principale rimane quella di Dio. Anche quando la provvidenza di Dio sembra nascosta, l'angelo è semplicemente un messaggero, privo di libero arbitrio o dell'autorità di perdonare.
Pertanto il versetto continua:
“Fate tutto ciò che vi comando.”
L'obbedienza all'angelo è in realtà obbedienza a Dio. Il perdono, tuttavia, rimane sempre opera di Dio.
Cacciare il nemico: un compito per Dio
Sebbene l'angelo conduca il popolo verso la terra, il testo chiarisce che Dio stesso sconfigge le nazioni nemiche:
“Il mio angelo camminerà davanti a te… e io li distruggerò.” (Esodo 23:23)
Il Alshich Questo versetto sottolinea che l'angelo non agisce come una potenza indipendente. È una guida, non un conquistatore, e certamente non uno che perdona. Questo spiega perché il popolo in Esodo 23 non si turbò quando l'angelo fu annunciato: Dio rimase con loro. Dopo il peccato del Vitello d'Oro (Esodo 33:3), il popolo fu allarmato perché Dio ritirò la Sua presenza immediata, anche se l'angelo rimase.
Solo Dio può perdonare
Il Tanach afferma costantemente che solo Dio perdona i peccati:
- Esodo 34:6–7: “Il Signore… che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato.”
- Isaia 43:25: “Io, io sono colui che cancella le tue trasgressioni… per amor mio.”
La ripetizione di "io, io" esclude qualsiasi altro perdonatore. Il perdono non è trasferibile; è esclusivamente divino.
Pentimento e purificazione sincera
Il perdono di Dio richiede pentimento. Non è automatico tramite sacrifici o rituali, come molti potrebbero pensare. Anche il offerta per il peccato Nella Torah, l'espiazione avviene solo per i peccati minori e involontari. I peccati deliberati non vengono perdonati tramite un'offerta; solo la confessione autentica e il pentimento purificano la persona.
L'esempio della città di Ninive illustra questo: Dio progettò di distruggerli, ma poiché riconobbero le loro vie sbagliate e si pentirono, Egli trattenne la distruzione (Libro di Giona). Una persona deve pentirsi delle proprie azioni sbagliate, cambiare i propri comportamenti peccaminosi e chiedere perdono a Dio. Solo questo processo – il pentimento sincero e la ricerca di Dio – consente il perdono.
Cosa significa questo per i Noachidi
Per Noahides, che aspirano al puro monoteismo, questo passaggio è cruciale. Esodo 23:20-23 è talvolta utilizzato impropriamente per suggerire che un intermediario celeste possa perdonare i peccati. Il testo insegna il contrario:
- L'angelo porta il nome di Dio ma non ha alcuna autorità divina.
- Non può perdonare le trasgressioni.
- Peccare “contro l’angelo” è in realtà disobbedienza a Dio.
- Solo Dio può veramente rimuovere una trasgressione.
Fonti classiche come la Alshich, insieme alle Scritture stesse, non lasciano dubbi: il perdono viene esclusivamente dall'Unico, eterno Dio.
Il ruolo di Mesorah
Ciò che i Noachidi possono anche imparare è che l'angelo parla La parola di Dio, e la gente ascolta. Oggi non abbiamo un angelo che ci dice cosa fare, ma abbiamo la parola di Dio, trasmessa attraverso Mosè e tramandato tramite Mesorah.
Mesorah — “trasmissione” — è la catena ininterrotta di insegnamenti dal Sinai al presente. L'autenticità delle credenze e delle pratiche si basa su questa trasmissione:
- Dio → Mosè: La Torah è data, scritta e orale.
- Mosè → Giosuè → Anziani → Profeti → Scribi/Soferim → Rabbanim → Generazioni di ebrei.
- Mesorah garantisce la conservazione precisa di lettere, parole, accenti e cantillazioni.
- Protegge da errori o deviazioni e sostiene gli studi ebraici e i commenti biblici.
Per i Noachidi, aderire a questo principio garantisce loro di seguire fedelmente i comandamenti di Dio ed evitare la trasgressione.
Conclusione
Gli angeli eseguono la volontà di Dio, ma non perdonano i peccati. Solo Dio concede il perdono a coloro che si pentono sinceramente e seguono i Suoi comandamenti. Ascoltare l'angelo è, in realtà, ascoltare Dio. Per i Noachidi e tutti i credenti, il principio essenziale è chiaro: la guida, l'obbedienza e il perdono provengono esclusivamente dall'Unico, Eterno Dio.
Di Angelique Sijbolts
Con i ringraziamenti al rabbino Moshe Bernstein e al rabbino Tani Burton per il feedback
Fonti
- Esodo 23:20–23 – L’angelo che precede Israele, portando il nome di Dio.
- Esodo 34:6–7 – Dio come Colui che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato.
- Esodo 33:3 – Il ritiro della presenza di Dio dopo l'incidente del Vitello d'Oro.
- Isaia 43:25 – Solo Dio cancella le trasgressioni.
- Alshich su Sefer Shemos – Commento sull’angelo, l’obbedienza e l’autorità divina.
- Libro di Giona – L’esempio del pentimento di Ninive e del perdono di Dio.
- Torah, Levitico 4 – Leggi dell’offerta per il peccato (קָרְבַּן חַטָּאת) e limiti dell’espiazione.
- Codice Divino del Rabbino Moshe Weiner / Let Get Biblical del Rabbino Tovia Singer – Sul pentimento (teshuvah) e sulla sincera ricerca del perdono di Dio.
- https://chabadlibrary.org/books/2000590100?mark=%D7%9B%D7%99%20%D7%A9%D7%9E%D7%99%20%D7%91%D7%A7%D7%A8%D7%91%D7%95
- https://chabadlibrary.org/books/3601330328?mark=%D7%9B%D7%99%20%D7%A9%D7%9E%D7%99%20%D7%91%D7%A7%D7%A8%D7%91%D7%95
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