L'apertura della lettura della Torah chiamata Masei narra dei 42 viaggi compiuti dal popolo ebraico per uscire dall'Egitto e raggiungere la Terra di Cnaan. La Torah non è solo un libro di storia, ma anche un libro di insegnamenti. Qual è l'insegnamento che si cela dietro tutti questi viaggi?
Questa settimana abbiamo due letture della Torah. Una di esse si chiama Massei. Massei significa “viaggi” o “percorsi”, e descrive i 42 luoghi in cui il popolo ebraico viaggiò attraverso il deserto, dall'Egitto alla terra di Canaan, per trasformarla nella terra di Israele.
Il termine Torah esso stesso deriva dalla parola ora'ah, che significa “insegnamento”. Ciò indica che la Torah non contiene solo resoconti storici, ma anche insegnamenti che si applicano a noi in ogni luogo e in ogni epoca della storia.
Quindi, qual è l'insegnamento dietro il viaggio del popolo ebraico attraverso 42 luoghi dall'Egitto alla terra di Canaan? Un'idea è che la Torah si riferisca a questi come "viaggi" perché ognuna di queste 42 tappe rappresenta un viaggio di superamento delle limitazioni e dell'oppressione. In senso spirituale, l'Egitto (o Mitzrayim (in ebraico) è correlato al concetto di vincoli e limiti.
I 42 viaggi nel deserto rappresentano il processo di superamento di questi vincoli, il passaggio dall'oppressione alla libertà. Questo schema, che consiste nell'abbandonare un livello di limitazione per raggiungerne uno nuovo, non è solo un fatto storico, ma una metafora delle nostre esperienze personali e collettive.
Nella nostra vita, ogni fase o sfida può essere vista come un "viaggio" fuori dal nostro Egitto personale, dai nostri limiti e vincoli. La descrizione che la Torah fa di questi viaggi al plurale sottolinea che ogni passo avanti nella vita implica lasciarsi alle spalle un insieme di limitazioni per entrare in un nuovo insieme.
Così come ogni viaggio dall'Egitto non fu un singolo spostamento, ma una serie di tappe verso la trasformazione, anche le nostre vite sono una serie continua di passi e sfide. Il messaggio è che l'ebraismo non consiste nel raggiungere una meta finale, ma nel vivere un movimento e una crescita continui.
Finché progrediamo attivamente, stiamo realizzando il nostro scopo. La stagnazione o l'arresto nel nostro cammino spirituale è come cadere da una bicicletta: se ci fermiamo, non riusciamo a progredire. L'uso del termine nella Torah Massei Ci insegna che dobbiamo continuare ad andare avanti, superando ogni sfida e limitazione, e sforzandoci costantemente di progredire nella nostra vita spirituale e personale.
Discorso sulla Parshat del rabbino Tuvia Serber
Quanto sopra è la migliore rappresentazione possibile del testo parlato convertito in testo scritto.
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