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La Torah descrive i viaggi degli Israeliti nel deserto (Numeri 33:1). Un famoso insegnamento del maestro chassidico, Rabbi Israel Baal Shem Tov, spiega che questi 42 viaggi rappresentano in realtà i diversi passi spirituali che ogni persona compie nella vita, dalla nascita al raggiungimento di uno stato spirituale superiore. Ogni tappa rappresenta un livello di servizio a Dio che dobbiamo raggiungere.

La Torah ci dice qualcosa di molto importante su come dovremmo vivere: dovremmo sempre andare avanti, salire sempre più in alto. Rimanere nello stesso posto significa piccoli miglioramenti. Un vero viaggio significa lasciare completamente il proprio vecchio posto e raggiungere un livello molto, molto più alto. La Torah accenna a questo nella nostra porzione: dovremmo sempre muoverci, ascendendo da un livello all'altro. Le fermate simboleggiano i punti bassi e il lungo periodo trascorso in esilio. Ma anche queste fermate sono chiamate viaggi perché, in fondo, fanno parte del processo che porta a un'ascesa.

I 42 viaggi che gli Israeliti compirono nel deserto rappresentano i diversi progressi spirituali che ogni persona sperimenta fin dalla nascita, culminando in uno stato spirituale elevato. Ogni tappa specifica simboleggia un livello unico di servizio divino a cui aspirare.

Il senso di questi periodi di depressione, come l'esilio, è che ne consegue una grande redenzione. Una discesa porta sempre a un'ascesa. Anzi, è proprio da questi momenti di depressione che nasce un'ascesa ancora più grande – un livello molto più elevato di quello precedente la discesa, proprio come la luce che splende più intensamente dopo l'oscurità.

Dobbiamo sempre ricordare che il nostro viaggio personale ci conduce a una maggiore altezza spirituale. Tutte le nazioni e gli individui noachidi percorrono il proprio cammino spirituale attraverso l'osservanza delle Sette Leggi noachidi. Rappresentano un percorso di raffinamento ed elevazione spirituale per tutta l'umanità. Il processo di accettazione di questi comandamenti universali è un cammino verso una conoscenza più profonda di Dio.

Fonte: Likutei Sichot, volume 23, pagina 224. Numeri 33:1.

Di Rabbi Moshe Bernstein



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