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Qual è il significato di questa festività? Riguarda anche i non ebrei? Cosa si può fare in questi giorni? Una breve spiegazione di queste domande per prepararci a questo periodo speciale del calendario ebraico.


Rosh HaShanah si applica anche ai non ebrei?

Basato su un insegnamento orale sul significato di Rosh HaShanah e sulla sua rilevanza per i Bnei Noach (i non ebrei).

Con l'avvicinarsi della festività ebraica di Rosh HaShanah, è un buon momento per riflettere su una domanda che molti si pongono: qual è il vero significato di questa festività e si applica anche ai non ebrei? Ecco una panoramica degli insegnamenti, organizzata per temi.

Il “Capo dell’Anno” e il Giorno del Giudizio

Rosh HaShanah si traduce con "capo dell'anno", non con "inizio dell'anno". La distinzione è importante. Proprio come la testa di un essere umano contiene la vitalità di tutto il corpo e la gestisce, si dice che questo particolare giorno dell'anno contenga la vitalità divina per tutto l'anno a venire. In altre parole, il modo in cui una persona si comporta a Rosh HaShanah determina il tono con cui si svolgerà il resto dell'anno.

I saggi descrivono questo giorno come un giorno di giudizio. Si dice che ogni essere umano, ebreo e non ebreo, passi davanti a Dio uno alla volta, come una pecora, mentre Dio valuta ciò di cui ciascuno ha bisogno, ciò di cui non ha bisogno e, soprattutto, come si è comportato nell'anno precedente. Da questa valutazione derivano i buoni propositi per l'anno a venire e, infine, un giudizio: quanto guadagnerà una persona, quanta salute avrà, cosa accadrà ai suoi figli o alla sua istruzione, e così via.

Accettare Dio come Re prima dei Comandamenti

Questa tradizione si vive attraverso una dichiarazione: l'accettazione di Dio come re. Ci sono 613 comandamenti per gli ebrei e sette (con le relative implicazioni) per i non ebrei, ma prima di parlare di comandamenti, bisogna innanzitutto accettare che Dio è re. Solo dopo aver accettato il re ha senso parlare di quali dei suoi comandamenti una persona debba osservare.

Ecco perché Rosh HaShanah è descritto come il giorno principale dell'anno dedicato alla regalità. La domanda centrale di questa festività è: come possiamo accettare veramente Dio come nostro re?

La nascita dell'umanità e lo scopo della creazione

Le preghiere di Rosh HaShanah includono la frase, in ebraico, "questo è il giorno dell'inizio della Tua opera" - un ricordo del primo giorno. Eppure Rosh HaShanah è in realtà il compleanno di Uomo, non il primo giorno della creazione in sé; il mondo fu creato qualche giorno prima, il 25 di Elul.

Perché, dunque, Rosh HaShanah è chiamato "l'inizio della Tua opera"? Perché Dio ha creato il mondo affinché fosse abitato e completato dagli esseri umani. L'umanità adempie a questo scopo osservando la volontà e i comandamenti di Dio, portando la Divinità nel mondo fino a raggiungere uno stato di completa perfezione: a quel punto la presenza di Dio si rivelerà qui proprio come accadde con il primo uomo nel Giardino dell'Eden, e persino in modo più potente.

Quando Dio creò l'uomo, non esisteva ancora nessuno che potesse dare inizio a quella creazione: nessuno che chiedesse un mondo, o un essere umano che facesse le cose giuste. Ecco perché il sesto giorno della creazione, il giorno in cui l'uomo fu creato, è chiamato "l'inizio della Tua opera": solo quando l'uomo è sulla terra quell'opera può effettivamente giungere a compimento, attraverso il comportamento dell'uomo secondo la volontà di Dio.

Chiedere misericordia: Ricordando il primo giorno

Parallelamente a ciò, le preghiere inquadrano Rosh HaShanah anche come "commemorazione del primo giorno", il giorno in cui Dio creò il mondo quando non c'era ancora nessuno a spingerlo a farlo; lo creò per pura bontà.

Al contrario, oggi ognuno è pienamente consapevole delle proprie azioni, di ciò che ha fatto e di ciò che non ha fatto. E così la preghiera diventa una supplica: non giudicarci solo dalle nostre azioni; ricorda piuttosto il primo giorno. Ovvero, ricorda che hai creato il mondo anche quando non c'era nessuno a servirti, per pura bontà; e quindi, anche ora che esistiamo e siamo chiamati a compiere la tua volontà, ti preghiamo di non giudicarci troppo severamente.

Guida pratica per i Bnei Noach (non ebrei)

Per chi si chiede come celebrare concretamente questa giornata, ecco alcuni suggerimenti pratici:

Benedizione finale

Possa essere volontà di Dio che ognuno di noi sia iscritto e sigillato per sempre, per un anno nuovo buono e dolce.

Buon Shabbat.

Discorso del rabbino Tuvia Serber


Questa è una rappresentazione del testo parlato convertito in testo scritto.

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