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Tra tutte le festività dell'anno, Rosh Hashanah ha un significato unico e universale per tutta l'umanità. Rosh Hashanah non commemora un evento nazionale o storico specifico di una nazione. È il giorno in cui tutti gli abitanti della terra vengono giudicati davanti al Creatore dell'universo. È un'antica usanza ebraica mangiare dolci – e intingere una mela nel miele – come segno di un anno buono e dolce (anche i Noachidi possono seguire questa usanza, tuttavia non è obbligatoria). Come possiamo mangiare dolci e gioire in questa festività quando sappiamo che tutti gli abitanti del mondo saranno giudicati in questo giorno?
Rosh Hashanah significa letteralmente "Capo dell'Anno", non "Capodanno". Proprio come la testa e il cervello controllano e dirigono ogni organo del corpo, così la nostra consapevolezza, le nostre preghiere, la nostra determinazione e le nostre azioni in questo giorno esercitano un'influenza decisiva su tutti i giorni dell'anno a venire. La routine quotidiana e le difficoltà dell'anno a volte ci fanno dimenticare lo scopo principale per cui siamo venuti al mondo. La nostra attenzione a Rosh Hashanah dovrebbe essere principalmente una ferma decisione di servire Dio più profondamente e con gioia nell'anno a venire.
L'incoronazione del re è il momento centrale di Rosh Hashanah. Pertanto, come nell'incoronazione di un re in carne e ossa, la gioia si esprime in ogni modo, incluso il consumo di dolci. Questi cibi simbolici esprimono la nostra preghiera e la speranza che Dio ci conceda un anno buono e dolce. Quando ci concentriamo sugli aspetti positivi, come nell'incoronazione del re, e ci assumiamo buoni propositi per l'anno a venire, tutto ciò ha un'influenza decisiva sul verdetto. Rafforza la speranza che il nostro giudizio sarà misericordioso. Confidiamo che Dio ci donerà grande abbondanza per il nuovo anno, affinché possiamo adempiere al nostro ruolo nel mondo.
Il Tanya (Igeret HaKodesh, capitolo 14) spiega che a Rosh Hashanah il mondo intero subisce un profondo rinnovamento. Alla vigilia di Rosh Hashanah, l'energia e la vitalità divine che sostengono la creazione si ritirano alla loro fonte. La continua esistenza dell'universo dipende dalla rinnovata volontà di Dio di preservare l'esistenza del mondo in ogni istante. Questa volontà divina si risveglia quando accettiamo la Sua regalità a Rosh Hashanah. Riconoscere la regalità di Dio è espressione della prima delle Sette Leggi Noachidi: il divieto dell'idolatria e la fede nell'assoluta Unicità del Creatore.
Rosh Hashanah è una festività ebraica, ma riveste un significato profondo per ogni essere umano. In questo senso, Rosh Hashanah ci permette di comprendere il nostro vero, positivo ed elevato ruolo: incoronare Dio come Re. Rosh Hashanah è un periodo di sincera preghiera durante il quale chiediamo a Dio Onnipotente di concedere a tutte le Sue creature un anno di pace, prosperità, salute e benedizione. Ma, oltre al timore reverenziale e al rispetto, è un giorno di grande gioia in cui celebriamo la nostra fede nel Creatore e il privilegio di servirLo. Per i noachidi, Rosh Hashanah rappresenta l'occasione per eccellenza per formulare nuovi propositi, rafforzare l'impegno verso i Sette Comandamenti noachidi e incoronare Dio in ogni aspetto della vita quotidiana.
Di Rabbi Moshe Bernstein
Fonti:
Levitico 23:24. Mishnah, Trattato Rosh Hashanah 1:2. Tanya, Igeret Hakodesh, capitolo 14. Talmud babilonese, trattato Horiyot 12a. Neemia 8:10. Talmud babilonese, Rosh Hashanah 16a–16b. Keritot 6a.
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