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UN PENSIERO SU PARSHAT BECHUKOTAI 5785

La vera ricompensa delle Mitzvot: oltre le benedizioni materiali, la crescita spirituale Levitico 26:3-4

3 Se camminate secondo i miei statuti, osservate i miei comandamenti e li mettete in pratica,;ג אִם-בְּחֻקֹּתַי, תֵּלֵכוּ; וְאֶת-מִצְוֺתַי תִּשְׁמְרוּ, וַעֲשִׂיתֶם אֹתָם.
4 allora vi darò le piogge a suo tempo, la terra darà i suoi prodotti e gli alberi della campagna daranno i loro frutti.ד וְנָתַתִּי גִשְׁמֵיכֶם, בְּעִתָּם; וְנָתְנָה הָאָרֶץ יְבוּלָהּ, וְעֵץ הַשָּׂדֶה יִתֵּן פִּרְיוֹ.

A prima vista, Levitico 26 sembra semplice: "Se seguirete i miei comandamenti, vi benedirò con pioggia, pace e abbondanza". Una sorta di contratto spirituale: fate del bene e Dio vi ricambierà. Ma chiunque abbia un po' di esperienza di vita sa che non è così semplice. Anche chi si sforza sinceramente di vivere una vita felice sperimenta difficoltà. E secondo il Talmud (Kiddushin 39b), la vera ricompensa per le mitzvot verrà data solo nel Mondo a Venire. Quindi, come dovremmo interpretare questi versetti?

Cosa dicono Rashi e Ibn Ezra

Rashi, solitamente noto per le sue spiegazioni più dirette e razionali, fa qui un'osservazione sorprendente: il versetto non parla principalmente dell'osservanza dei comandamenti, ma dell'immersione nello studio della Torah. Ibn Ezra concorda, sottolineando che il versetto invita ad apprendere, insegnare e praticare la Torah. Si può studiare quanto si vuole, ma se non si agisce in base a ciò che si impara, lo studio non ha alcun valore.

Alshich: Questo mondo non è una ricompensa, ma una preparazione

L'Alshich (XVI secolo, Safed) offre una lettura più approfondita dell'apparente contraddizione: Dio dà una ricompensa materiale per l'osservanza della mitzvah, come suggerisce questo versetto, oppure tutta la ricompensa è rimandata all'aldilà, come insegna il Talmud?

Egli è in linea con la visione talmudica secondo cui la ricompensa finale per una mitzvah è nel Mondo a Venire. Quali sono dunque queste benedizioni – pioggia, pace, abbondanza – in questo capitolo?

Secondo l'Alshich, queste benedizioni non sono ricompense, ma strumenti: favori divini concessi a chi cammina nelle vie di Dio, affinché possa continuare il suo cammino spirituale senza distrazioni. Pensate a un datore di lavoro che vi dice: "State facendo bene il vostro lavoro, quindi mi assicurerò che abbiate un ottimo spazio di lavoro e un nuovo computer portatile". Non fa parte dello stipendio: è lì per aiutarvi ad avere successo.

Allo stesso modo, Dio concede pioggia, cibo e pace non come ricompensa, ma affinché non dobbiamo lottare solo per sopravvivere, e possiamo invece concentrare le nostre energie sullo studio della Torah, sulla preghiera, sugli atti di gentilezza e sul rispetto delle mitzvot. Queste benedizioni non sono l'obiettivo, ma la piattaforma per costruire una vita di crescita spirituale.

Perché inizia con la pioggia?

Rashi spiega che "piove nella sua stagione" significa pioggia nei momenti in cui causa il minimo disagio, di notte o poco prima dello Shabbat. Questo dimostra l'intima preoccupazione di Dio per il benessere umano.

Ramban va oltre, descrivendo la pioggia come la prima e più grande benedizione, poiché influenza l'intero ordine naturale. Purifica l'aria, nutre la terra, porta salute, fertilità ed equilibrio al mondo. Una società in cui la pioggia cade al momento giusto è una società in armonia fisica e spirituale.

Il significato più profondo della pioggia e degli alberi da frutto secondo l'Alshich

L'Alshich offre anche una comprensione più esoterica di queste benedizioni.

La vera ricompensa: Schar Mitzvah Mitzvah

Inoltre, Alshich si allinea al principio talmudico: שכר מצוה מצוה (Schar Mitzvah Mitzvah) — la ricompensa per una mitzvah è una mitzvah. Ciò significa che la ricompensa per aver compiuto una mitzvah non è necessariamente una benedizione materiale, ma l'opportunità di compiere altre mitzvot. Le benedizioni materiali (pioggia, raccolto, pace) sono doni che permettono a una persona di continuare a crescere spiritualmente.

Cosa possono imparare i Noachidi da questo?

Questo messaggio non è limitato al popolo ebraico. Anche i Noachidi, individui giusti provenienti dalle nazioni che sostengono le Sette Leggi Universali, possono trovare qui un significato profondo.

Maimonide (Rambam) scrive in Hilchot Melachim 8:11 che un non ebreo che accetta e osserva le sette leggi noachidi perché Dio le ha comandate tramite Mosè è considerato tra i Chassidei Umot HaOlam, i pii delle nazioni, e ha una parte nel Mondo a Venire.

Anche per loro vale il principio: la vera ricompensa è spirituale ed eterna. Ma Dio può comunque benedire coloro che camminano nelle Sue vie con salute, stabilità o pace, non come ricompensa, ma come opportunità. Come per il popolo ebraico, queste benedizioni materiali servono come strumenti per il progresso spirituale. Non sono la fine, sono l'inizio: un invito a crescere, a elevare gli altri e ad approfondire la propria connessione con il Creatore.

Conclusione: le benedizioni materiali come strumenti spirituali

La Torah non promette la ricchezza materiale come ricompensa finale. La vera ricompensa di una mitzvah è una connessione più profonda con Dio, qualcosa che si manifesta pienamente solo nel Mondo a Venire. Ma Dio può concederci benedizioni materiali – pace, pioggia, sostentamento – come supporto per crescere nella nostra missione divina qui sulla terra.

Pioggia e frutta non sono punti di arrivo, ma un invito: usali bene e diventa tu stesso una benedizione.

Pertanto, Levitico 26 non è una promessa obsoleta e reciproche. Presenta una profonda visione spirituale: se ti affidi a Dio, Egli crea le condizioni in cui puoi prosperare, come un albero piantato lungo corsi d'acqua, che dà il suo frutto a suo tempo (Salmi 1:3).



Di Angelique Sijbolts
Grazie a Rabbi Tani Burton per il feedback

Fonti

Ispirato da Alshich, Rashi, Ramban e Netivot Shalom, con un cuore aperto per tutti coloro che cercano Dio, ebrei e non ebrei.



Vedi anche: COME DIVENTARE UN NOACHIDE CONSAPEVOLE

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