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Questo post del blog è un riassunto di una potente lezione sul significato della parashà Ki Teitzei. Vale sicuramente la pena guardare la lezione completa su YouTube per un approfondimento. Qui, condividiamo alcune idee chiave e lezioni pratiche su come possiamo usare la nostra parola nella vita quotidiana per costruire anziché distruggere.
Quando si va in guerra: scegliere il libero arbitrio e l'integrità nella vita quotidiana
Deuteronomio 21:10 inizia, “"Quando vai in guerra contro i tuoi nemici."” Ma la Torah non parla solo di eserciti e campi di battaglia. Parla della vita. Ognuno di noi va in guerra ogni singolo giorno, non con le armi, ma con se stesso, con i propri impulsi, con le proprie scuse, con la voce interiore che dice:, “"prendi semplicemente la via più facile."”
Quindi la domanda è: come possiamo combattere questa guerra in un modo che ci renda più forti e più umani?
Vittoria contro Virtù
Una cosa delle battaglie e delle guerre è che la nostra cultura tende a premiare la vittoria sulla virtù. Vincere diventa più importante che avere ragione.
Lo vediamo sui social media: “Il tale distrugge il tale” o “"conclude la sua carriera."” Spesso le persone discutono non per scoprire la verità, ma per guadagnare punti e umiliare la parte avversa.
Anche nella vita quotidiana questo si manifesta:
- Sul lavoro le persone prendono scorciatoie per fare bella figura agli occhi del capo.
- Le famiglie litigano, preoccupandosi più di avere ragione che di fare la pace.
La Torah ci dice che nella vita dovremo affrontare delle battaglie. Ma la vera questione non è se si vince, ma se si combatte con moralità e dignità.
Libero arbitrio: il nucleo dell'umanità
Al centro dell'insegnamento della Torah sulla condizione umana c'è una convinzione fondamentale: libero arbitrio.
L'ebraismo insegna che siamo esseri dotati di libera scelta. Possiamo scegliere il bene o il male.
Il Rambam scrive in Hilot Chuvah 5:1-3:
La libera scelta è data a ogni persona senza limiti. Nessuno ti obbliga. Puoi essere giusto come Mosè o malvagio come Yeroavam. La scelta è tua.
Ciò significa affermazioni come “"il diavolo mi ha fatto farlo"” Sono assurdo. Anche con lo Yetzer Hara (inclinazione al male), restiamo liberi di scegliere il giusto rispetto allo sbagliato.
Il libero arbitrio è assoluto in materia di moralità. Senza di esso, ricompensa e punizione sarebbero prive di significato. A differenza di un robot o di un animale, solo gli esseri umani hanno la responsabilità morale, il che rende significative le nostre scelte.
La metafora della battaglia del rabbino Nachman
Il rabbino Nachman di Breslov spiega che ogni persona si trova tra due eserciti: uno che spinge verso il bene, l'altro verso il male.
La battaglia dimostra il significato della tua vita. Le scelte sono di importanza fondamentale.
Il libero arbitrio, sottolinea, è sempre nelle nostre mani:
- Se vuoi, lo fai.
- Se non vuoi, non fai.
Nemmeno le abitudini o i modelli di vita eliminano la possibilità di scelta. Ogni persona può cambiare direzione in qualsiasi momento e ne è responsabile.
La lotta mentale come campo di battaglia morale
Il rabbino Avrohom Amsel, in Uomo razionale irrazionale, distingue:
- Malattia mentale organica (problemi chimici o strutturali)
- Malattia mentale acquisita (lotte morali-spirituali)
Riformula la lotta mentale non come vittimismo, ma come dignità—un campo di battaglia in cui viene esercitato il libero arbitrio.
Il libero arbitrio è il fulcro della psicologia della Torah. Concetti come pregiudizi (negiot) e motivi nascosti (p'niot) spiegare le sfide che dobbiamo affrontare, ma il centro resta la scelta umana e la responsabilità morale.
Tutto è nelle mani di Dio... tranne il libero arbitrio
La Gemara (Berakhot 33b) afferma:
Tutto è nelle mani del cielo, tranne la paura del cielo.
Dio governa le nostre circostanze, ma solo noi scegliamo il giusto o lo sbagliato. Questo è ciò che ci rende umani e moralmente responsabili.
Battaglie quotidiane e piccole vittorie
La vita è piena di scelte quotidiane:
- Comodità o coscienza?
- Rabbia o moderazione?
- Impulso o integrità?
Pirkei Avot 4 dice:
Una persona potente è quella che vince i propri impulsi.
Ogni piccola vittoria – resistere alla tentazione, parlare con gentilezza o trattenere la rabbia – è un vero risultato morale.
A livello sociale, un mondo senza restrizioni potrebbe vincere battaglie ma perdere la sua anima. La civiltà si basa sulla scelta degli individui di assumersi la responsabilità anziché seguire l'impulso.
Il vero nemico: Yetzer Hara
La parashah parla di guerra, ma la realtà più profonda è che il vero nemico è l'inclinazione al male.
Per B'nei Noach, questo si collega direttamente alle sette leggi:
- Scegliere di non rubare
- Scegliere l'onestà e l'integrità
- Evitare comportamenti violenti o crudeli
- Costruire relazioni giuste ed etiche
Anche le piccole scelte quotidiane, come rispettare un sistema d’onore su un tram, sono esercizi di libero arbitrio.
Dio cammina in mezzo
Deuteronomio 23:15 ci ricorda:
Il Signore tuo Dio cammina in mezzo al tuo accampamento.
Anche nel caos della vita, Dio è presente. Ogni scelta per il bene fa spazio a Hashem nel mondo.
Elul: una stagione di riflessione
Parashat Ki Teitzei dice Quando tu vai in guerra, non Se. La vita è sempre un campo di battaglia.
Durante Elul, un momento di autoriflessione e di preparazione allo Yamim Noraim, dobbiamo chiederci:
- Sto vivendo secondo coscienza o convenienza?
- Mi sto muovendo? verso Hashem o lontano?
- Combatterò per il mio impulsi o per la mia anima?
Anche un atto consapevole di integrità è una vittoria, un momento di battaglia che rafforza la tua anima e porta la dignità dell'umanità davanti a Dio.
Portare la Torah nella vita quotidiana
Per i B'nei Noach e i cercatori della verità, questo significa:
- Vivere da onestà sul lavoro
- Prendersi cura degli altri
- Rifiutare la crudeltà
- Costruire famiglie e società fondate su giustizia e rettitudine
Ogni piccolo passo è una vittoria morale e un contributo alla visione di Dio di un mondo giusto e compassionevole.
Di Rabbi Tani Burton
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