Nella lettura di questa settimana troviamo la definizione di animali che possono essere mangiati dagli ebrei e di quelli che non possono. Gli animali terrestri devono avere gli zoccoli divisi e ruminare. Cosa rappresenta questo nel nostro servizio a Dio?
(Ai Noachidi non è comandato di mangiare cibo kosher. Hanno il comandamento di non mangiare gli arti di un animale vivo.)
Uno degli argomenti della lettura della Torah di questa settimana si concentra su quali animali sono considerati kosher e possono essere consumati, e quali no. Questi animali sono classificati in animali terrestri, animali acquatici e animali aerei, ognuno con segni specifici che indicano se è consentito mangiarli. La Torah non è solo un libro di fiabe; è un insegnamento ("Torah" significa insegnamento) che fornisce lezioni per la nostra vita quotidiana e il nostro servizio a Dio. Mangiare, in questo contesto, ha un significato più profondo che va oltre il semplice sostentamento del corpo e l'unione dell'anima con il corpo. Spiritualmente, mangiare significa elevare il cibo alla santità usando la forza che ne ricaviamo per servire Dio. Questo atto di servire Dio eleva il cibo.
I nostri saggi insegnano che esistono quattro tipi di creazioni nel mondo: oggetti inanimati come minerali, piante, animali ed esseri umani. L'essere umano non è semplicemente una forma superiore di animale, ma un tipo di creazione completamente diverso. Ognuna di queste categorie può raggiungere un'"elevazione infinita" venendo inclusa nel livello superiore successivo. Ad esempio, quando una pianta assorbe minerali, il minerale si eleva e diventa parte della pianta. Quando un animale mangia la pianta, la pianta si eleva fino a diventare parte dell'animale. Quando un essere umano consuma un animale, l'animale si eleva fino a diventare parte dell'essere umano. La domanda sorge quindi: come fa un essere umano a raggiungere questa elevazione infinita?
La risposta sta nell'essere "mangiati" da Dio, metaforicamente parlando, il che significa diventare parte della realtà superiore, parte di Dio. Quando ci connettiamo a Dio, raggiungiamo una crescita infinita oltre i nostri limiti naturali. Senza questa connessione, una persona rimane limitata alla propria natura umana, con una crescita finita nella conoscenza, nei sentimenti, ecc. Ma essendo inclusi in Dio, possiamo crescere infinitamente.
Questo processo di connessione con Dio e di elevazione infinita è ciò che l'ebraismo chiama "Avodah", che significa lavoro. Implica lavorare su se stessi per diventare degni di essere inclusi in Dio. È qui che entrano in gioco i segni degli animali kasher. Proprio come ci sono segni che determinano quali animali possono essere mangiati dagli esseri umani, ci sono segni spirituali che determinano se una persona è "kasher" per essere inclusa in Dio.
Per gli animali terrestri, questi segni sono gli zoccoli divisi e la ruminazione. Spiritualmente, questi rappresentano idee diverse. Gli zoccoli divisi simboleggiano la capacità di andare oltre la propria natura, di lavorare sia sugli aspetti della vita che ci vengono naturali sia su quelli più difficili. La vera crescita avviene quando andiamo contro la nostra natura. Ad esempio, Abramo, il nostro patriarca, era naturalmente gentile e compiva atti di gentilezza. Tuttavia, quando Dio gli ordinò di sacrificare suo figlio Isacco, cosa che andava contro la sua natura di gentilezza, Abramo fu disposto a farlo. Questo atto dimostrò il suo vero timore e la sua riverenza per Dio, poiché andava oltre le sue inclinazioni naturali.
Allo stesso modo, ognuno di noi ha una natura che rende alcuni comandamenti facili da seguire e altri più impegnativi. La vera crescita avviene quando andiamo oltre la nostra natura e facciamo ciò che è difficile per noi, non solo ciò che ci viene facile. Questa è l'idea alla base di "Zoccoli Spaccati": imparare ad andare oltre se stessi.
Ruminare rappresenta la necessità di pensare, ripensare e riflettere continuamente su quali qualità e attributi in noi stessi necessitano di lavoro. Non basta agire secondo la nostra natura; dobbiamo sforzarci di andare oltre. Questo sforzo ci permetterà di essere metaforicamente "mangiati" dall'Uomo superno, da Dio stesso, e di raggiungere quell'elevazione infinita.
Discorso sulla Parshat del rabbino Tuvia Serber
Questa è una rappresentazione del testo parlato convertito in testo scritto.
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