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Questa lezione esplora un versetto delle Lamentazioni (5:1): "Ricorda, o Signore, ciò che ci è accaduto; guarda e vedi la nostra vergogna!". Vengono offerte diverse spiegazioni basate sugli insegnamenti del Baal Shem Tov (fondatore del movimento chassidico) e su altri discorsi chassidici (del quinto Rebbe di Chabad (1919) e del Rebbe (1953)). Questo versetto è collegato a Tisha b'Av, il nono di Av.
Alla scoperta Ma: Lamentazioni 5:1 Attraverso gli insegnamenti del Ba'al Shem Tov
1. Introduzione
In questa riflessione impareremo un versetto:Lamentazioni 5:1—ed esploreremo due profondi insegnamenti del Ba'al Shem Tov, fondatore del movimento chassidico. Analizzeremo anche come i discorsi successivi, in particolare quelli del Quinto Rebbe di Chabad, Rabbi Shalom DovBer (il Rebbe Rashab), e il Rebbe (Rabbi Menachem Mendel Schneerson) stesso, scoprire sottili intuizioni nel pensiero del Ba'al Shem Tov e come queste intuizioni possano essere vissute ogni giorno.
Sebbene questi insegnamenti fossero originariamente rivolti al pubblico ebraico dell'Europa orientale del XVIII secolo – Polonia, Ucraina, Russia – dove gli ebrei vivevano per lo più vite separate dai non ebrei, queste idee toccano l'anima di ogni essere umano. Credo umilmente che abbiano una rilevanza più ampia, e ne spiegherò il motivo più avanti.
2. Impostazione della scena
Passiamo a un singolo versetto del Libro delle Lamentazioni:
זְכֹ֤ר יי מֶֽה־הָ֣יָה לָ֔נוּ הַבִּ֖יטָה וּרְאֵ֥ה אֶת־חֶרְפָּתֵֽנוּ׃
“Ricordati, o Signore, di ciò che ci è accaduto; guarda e vedi la nostra vergogna!”
—Lamentazioni 5:1
Scritto dal profeta Geremia (Yirmiahu HaNavi), questo libro cattura il dolore e la tragedia della distruzione del Primo Tempio, avvenuta quasi 2.500 anni fa. Tisha B'Av, piangiamo quella distruzione e questo versetto diventa un potente grido collettivo: Ricordatevi di noi: il nostro Tempio è distrutto, la nostra gloria è perduta, prendete atto della nostra vergogna.
3. Il desiderio collega una sfida profetica
Lo Zohar traccia un sorprendente parallelo tra le Lamentazioni e un versetto di Michea:
“Popolo mio, ricorda ciò che Balak, re di Moab, complottò contro di voi, e come gli rispose Balaam, figlio di Beor…” —Michea 6:5
Michea presenta una sfida da parte di Dio:
“Mi chiedi di ricordarmi di te, quindi ricordati di Me!”
Questa interazione rivela qualcosa di sorprendente:
- Dio non dimentica. Lui è infinito.
- Gli esseri umani dimenticano. Quando dimentichiamo Dio, Lui rispecchia quella dimenticanza.
- Quindi quando diciamo: "“Ricordati di noi,” Dio risponde: “Io me lo ricordo, ma tu sì?”
Così, il versetto diventa uno specchio, che ci chiama a ricordare Dio nelle nostre vite, costantemente e intenzionalmente. Il ricordo divino scaturisce dal ricordo umano.
4. Il significato spirituale di “Ma”
La parola ma (מה) significa letteralmente “"Che cosa?"” Ma nella Kabbalah e nel pensiero chassidico, porta con sé un profondo simbolismo.
- מה (ma) ha un gematria (valore numerico) di 45.
- Così fa la parola Adamo (Adam)—la parola ebraica per umano.
Ciò indica una connessione profonda:
- Ma riflette il essenza dell'umanità—la scintilla divina in ogni persona.
- Ma implica anche annullamento: un'umile apertura, una resa dell'ego.
Per chiedere “Che cosa?”" significa riconoscere il mistero, il limite e la sottomissione. In questo modo:
Ma sta per:
- L'immagine di Dio in ogni persona.
- Umiltà e resa nel nostro rapporto con il Divino.
5. Due insegnamenti del Ba'al Shem Tov
Il Ba'al Shem Tov trasse due lezioni distinte da questo stesso versetto, a seconda del pubblico a cui era rivolto:
A. Ai Grandi Saggi
Erano studiosi della Torah che spesso guardavano dall'alto in basso gli ignoranti. Il suo messaggio:
“Dio, per favore ricordati del nostro ma—la nostra essenza, il nostro annullamento—e riconnetterci ad essa."”
Avevano acquisito la conoscenza ma perso l'umiltà. Avevano dimenticato che ogni ebreo, indipendentemente dalla sua cultura, condivide la stessa anima divina.
La loro richiesta: Ricordiamoci della nostra vera umanità, che va oltre l'intelletto e il rango.
B. Alla gente semplice
Si trattava di ebrei con poca istruzione formale ma una profonda devozione. Il messaggio del Ba'al Shem Tov:
“Dio, per favore ricordati del nostro ma—il nostro io umile e arreso, totalmente devoto a Te."”
Vivevano con fede, spesso sacrificandosi senza comprendere le vette spirituali che stavano raggiungendo.
La loro richiesta: Che la nostra sincera resa sia ricordata, anche se restiamo in esilio.
6. I doppi percorsi di Ma
Quindi la stessa parola—ma—ha un duplice significato:
- Per gli eruditi: Un invito a ritrovare l'umiltà e a riconnettersi con la scintilla divina che si cela dietro la loro conoscenza.
- Per i più semplici: Un riconoscimento che la loro sincera resa esprime già la forma più profonda di ma.
In entrambi i casi, il versetto parla direttamente al cuore, incontrando ogni persona lì dove si trova.
7. Lavorare sulle nostre emozioni e intenzioni
Il pensiero chassidico insegna che l'anima umana si distingue da quella degli animali per un aspetto fondamentale: il potere di dirigere le emozioni basandosi su un intelletto superiore.
Ci chiediamo:
- Amiamo? cose materiali, o amiamo Dio?
- Abbiamo paura? povertà, o abbiamo paura vuoto spirituale?
Questo versetto, quindi, diventa un grido emotivo:
“Aiutaci a investire le nostre emozioni in Te. Allinea il nostro amore, la nostra paura e le nostre decisioni con il nostro nucleo divino.”
8. In sintesi
Abbiamo iniziato con il semplice significato di Lamentazioni 5:1—una preghiera affinché Dio si ricordi della nostra sofferenza.
Abbiamo esplorato il significato più profondo di ma: essenza umana, umiltà, immagine divina e resa spirituale.
Abbiamo visto come il Ba'al Shem Tov abbia applicato lo stesso versetto a due pubblici molto diversi: gli orgogliosi (per richiamare l'umiltà) e gli umili (per affermare la loro devozione).
E ci restano delle domande su cui riflettere:
Dov'è mia madre?
Dov'è la mia essenza: come essere umano, come anima, come creazione di Dio?
Cosa ricordo e cosa ho dimenticato?
In ogni stazione spirituale, colta o semplice, ebraica o no, tutti noi portiamo ma. Siamo tutti chiamati a ricordare:
Chi sono? Perché sono qui? A cosa mi dedico?
Rabbino Tuvia Serber
Questa è una rappresentazione del testo parlato convertito in testo scritto.
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