La lettura di questa settimana inizia con la Mitzvah di Bikkurim: le primizie. Questo comandamento offre una serie di insegnamenti, oltre alle leggi specifiche della Mitzvah pratica. In questa lezione, due insegnamenti.
Basato su Likutei Sichot vol. 2, pag. 390
La lettura della Torah di questa settimana si chiama "“Ki Tavo” – “Quando entri”. La prima mitzvah (comandamento) menzionata in questa sezione è conosciuta come “Bikkurim“", che si riferisce all'offerta dei primi frutti del raccolto. Nei tempi antichi, gli agricoltori aravano, seminavano e si prendevano cura dei loro raccolti, e quando i primi frutti maturavano, li mettevano in un cesto e li portavano al Tempio Sacro. Sebbene oggi non abbiamo più il Tempio (che possa essere ricostruito rapidamente ai nostri giorni), a quei tempi, questi frutti venivano portati al sacerdote, e l'agricoltore recitava un brano di ringraziamento a Dio per la terra d'Israele e i prodotti ricevuti. Il sacerdote prendeva i frutti, li agitava come parte di una cerimonia e poi li mangiava.
Ora, come spesso accade con le mitzvot nella Torah, non si tratta semplicemente di leggi da seguire in base a condizioni esterne. Ogni mitzvah contiene insegnamenti e intuizioni più profondi. In questo caso particolare, ci sono due insegnamenti fondamentali che riflettono la visione chassidica del mondo.
Insegnamento #1:
Quando una persona lavora la terra, arando, seminando, irrigando e coltivando i raccolti, ciò richiede tempo e impegno significativi. Naturalmente, si potrebbe pensare: "Ho lavorato duro, mi merito il meglio dei frutti". Il primo insegnamento, tuttavia, ci ricorda che non è solo grazie alla forza o alle capacità di una persona che questi frutti nascono. È grazie alla benedizione di Dio che abbiamo tutto. Pertanto, la mitzvah di portare i primi e migliori frutti a Dio è un'espressione di gratitudine e riconoscimento che tutto ciò che abbiamo è in definitiva un dono di Dio. Ci insegna che tutta la nostra vita, e tutto ciò che possediamo, è dovuta a Dio. Offrendo il meglio di ciò che abbiamo, riconosciamo il ruolo di Dio nelle nostre vite ed esprimiamo la nostra gratitudine in modo tangibile.
Insegnamento #2:
Si potrebbe supporre che i frutti portati al Tempio sarebbero stati bruciati in sacrificio sull'altare. Tuttavia, la verità è che non venivano bruciati; venivano mangiati dai sacerdoti. Questo ci insegna un'altra importante lezione: tutto ciò che è stato creato da Dio è destinato a essere usato al Suo servizio, non a essere negato o rifiutato. È un'idea sbagliata comune che per servire Dio si debba separarsi da tutti i piaceri mondani, vivere isolati e astenersi dal godimento. Questa mitzvah insegna il contrario. Persino i piaceri della vita, rappresentati dai frutti, possono e devono essere usati al servizio di Dio.
La frutta simboleggia un piacere che va oltre il semplice sostentamento – dopotutto, si può vivere di pane e acqua. Ma la frutta rappresenta il godimento. Il fatto che i sacerdoti consumassero questi frutti come parte del loro servizio nel Tempio ci insegna che dovremmo accogliere e santificare il piacere nella nostra vita. Non dobbiamo distruggere la nostra capacità di provare piacere; piuttosto, dovremmo indirizzarla verso il servizio a Dio.
Ognuno di noi deve riflettere su come utilizziamo la nostra capacità di provare piacere. Che si tratti di cibo, esperienze o altri piaceri, dovremmo sforzarci di canalizzarli in un modo che sia in linea con i nostri obiettivi spirituali. Ad esempio, il cibo kosher per gli ebrei, o altre forme di vita etica, possono servire come espressione di questo principio. L'idea non è quella di reprimere il piacere, ma di usarlo in modo mirato, in un modo che migliori il nostro rapporto con Dio.
In conclusione, dalla mitzvah di Bikkurim – l'offerta delle primizie – apprendiamo lezioni importanti non solo su come le cose venivano fatte storicamente, ma anche su come questi insegnamenti possano essere applicati alla nostra vita quotidiana. Ci viene ricordato di riconoscere Dio in tutto ciò che abbiamo e di santificare anche i piaceri fisici della vita nel nostro servizio a Lui.
Discorso sulla Parshat del rabbino Tuvia Serber
Questa è una rappresentazione del testo parlato convertito in testo scritto.
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