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Parashat Chukat
Il Rambam, mentre spiega le leggi della Giovenca Rossa, introduce due cambiamenti fondamentali rispetto alla fonte da cui apprende tali leggi. Spiegando il significato di questi due cambiamenti, scopriamo una nuova legge riguardo al modo in cui dovremmo attendere il Messia.
Basato su Likkutei Sichot, vol. 28, p. 131


Il Rambam, la giovenca rossa e come impariamo ad aspettare il Messia

Le letture della Torah di questa settimana includono Chukat e Balak. Chukat si apre con le leggi della giovenca rossa (parah adumah), uno dei comandamenti più misteriosi della Torah. Al di là dei dettagli tecnici di queste leggi, c'è un insegnamento profondo portato dal Rambam che apre una finestra più profonda su come comprendiamo la redenzione, l'esilio e il modo in cui siamo chiamati ad attendere il Messia.

Il Rambam e le giovenche rosse nella storia

Il Rambam spiega, basandosi su fonti precedenti, che nel corso della storia ebraica vennero preparate nove giovenche rosse a scopo di purificazione. La prima fu preparata da Mosè nel deserto. Un'altra fu preparata da Esdra il Kohen dopo il ritorno dall'esilio babilonese e la ricostruzione del Secondo Tempio. Diverse altre furono preparate fino alla distruzione del Secondo Tempio.

Il Rambam aggiunge due punti salienti che non sono esplicitamente presenti nella precedente fonte della Mishnah:

  1. La decima giovenca rossa sarà preparata dal Messia stesso.
  2. Dopo aver menzionato ciò, il Rambam aggiunge una preghiera: che il Messia si riveli presto ai nostri giorni e che ciò avvenga secondo la volontà di Dio.

Ciò solleva una domanda immediata. Il Rambam è noto per la sua estrema precisione e chiarezza giuridica. La sua opera, il Mishneh Torah, è un libro di leggi, non un libro di preghiere o di espressioni personali. Perché, dunque, inserisce una preghiera proprio qui? E ancor più enigmatico: perché proprio qui, nelle leggi della giovenca rossa, e non nella sezione in cui discute le leggi del Messia?

Un cambiamento strutturale nell'insegnamento del Rambam

Per comprendere ciò, dobbiamo notare una differenza sottile ma importante tra la Mishnah e il Rambam.

Nella Mishnah, la discussione sulla giovenca rossa appare nel contesto di come le ceneri venissero utilizzate per purificare coloro che erano diventati ritualmente impuri. Nell'ambito di tale discussione, la Mishnah elenca quante giovenche rosse sono esistite nel corso della storia.

Il Rambam, tuttavia, colloca la menzione storica delle giovenche rosse in un contesto diverso. Non si concentra sul rituale dell'aspersione dell'acqua purificatrice sui sacerdoti, bensì su un'altra legge: l'obbligo di conservare le ceneri della giovenca rossa.

Spiega che queste ceneri non solo sono state utilizzate immediatamente, ma sono state anche conservate con cura in tre luoghi diversi per un utilizzo futuro:

Da qui, il Rambam deduce un principio più ampio: esiste una mitzvah continua, quella di conservare le ceneri della giovenca rossa in ogni momento.

Una volta stabilito questo quadro di riferimento, egli elenca le nove giovenche rosse della storia per dimostrare che questo comandamento di conservazione è stato costantemente rispettato nel corso delle generazioni.

Perché menzionare il Messia qui?

Ora possiamo comprendere perché il Rambam aggiunge che la decima giovenca rossa sarà preparata dal Messia. Poiché sta parlando di un obbligo storico e futuro continuo, qualcosa che si estende da Mosè alla redenzione futura, esso include naturalmente la fase finale di tale processo: l'era del Messia.

Ma questo non spiega ancora la preghiera.

Una legge nascosta: come attendere la redenzione

Il punto fondamentale è che il Rambam non ci sta insegnando solo la legge rituale. Ci sta insegnando anche una legge spirituale: come un ebreo è chiamato ad attendere la redenzione.

Così come esiste la costante necessità di conservare le ceneri della giovenca rossa, allo stesso modo esiste la costante necessità di "preservare" la consapevolezza della redenzione, di mantenerla viva nella nostra coscienza in ogni momento.

Ogni volta che si parla del Messia, dovrebbe risvegliarsi in ognuno un rinnovato desiderio: che avvenga presto e ai nostri giorni.

Ecco perché il Rambam inserisce qui una preghiera. Non è un'espressione personale, né fuori luogo. Essa è parte integrante della legge. Insegna che l'attesa del Messia non è una fede passiva, bensì uno stato di desiderio attivo e continuo.

Perché proprio qui, nelle Leggi della Purezza?

Esiste una ragione ancora più profonda per cui questo insegnamento compare specificamente nelle leggi della giovenca rossa, che trattano della purificazione dal contatto con la morte.

L'impurità derivante dalla morte rappresenta l'esilio spirituale, ovvero l'occultamento della vita e della presenza divina nel mondo. La redenzione, al contrario, è la rivelazione di quella vita divina.

Pertanto, il processo di purificazione dalla morte diventa la metafora perfetta dell'esilio e della redenzione. Così come una persona deve essere purificata dall'impurità causata dalla morte, allo stesso modo siamo chiamati a essere purificati dalla "distanza" spirituale dell'esilio.

Il messaggio centrale

Il Rambam sta insegnando un'idea potente:

L'attesa del Messia non è un sentimento occasionale, riservato a preghiere o momenti speciali. È destinata a essere costante, come la continua conservazione delle ceneri della giovenca rossa.

Anche quando si discutono leggi tecniche, la consapevolezza della redenzione deve rimanere viva. Essa deve emergere in modo naturale, ripetuto e sincero: un desiderio che essa si compia “prontamente ai nostri giorni” e che sia volontà di Dio.

In questo modo, le leggi stesse diventano non solo istruzioni per la pratica rituale, ma anche una guida su come vivere in uno stato di continua speranza, prontezza e attesa della redenzione.

Buon Shabbat.

Discorso del rabbino Tuvia Serber


Questa è una rappresentazione del testo parlato convertito in testo scritto.

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